Liceo Torricelli

Dal collegio dei Gesuiti ai giorni nostri

 

dal collegio dei gesuiti ai giorni nostri


 

Il Collegio dei Gesuiti

Si ha notizia della presenza di Gesuiti a Faenza sin dal 1544. Nel 1623 risulta aperto un Collegio in via S.Maria dell'Angelo nella casa offerta da Alessandro Pasi. Fra i primi allievi dei Gesuiti a Faenza ci fu forse Evangelista Torricelli. Nel 1677 il Collegio si amplia con la fabbrica nuova (è già la sede dell'attuale Liceo).
Nel 1778 l'edificio diventa sede dei Cirstencensi che vi restano fino all'arrivo di Napoleone. I Gesuiti torneranno dal 1815 al 1859.

Il Liceo napoleonico

Nel 1797 Pietro Severoli comunica alla municipalità faentina che c'è speranza di fare di Faenza la sede dell'unico Liceo del dipartimento romagnolo. A ciò si stanno adoperando il faentino Dionigi Strocchi ed il "quasi faentino" Vincenzo Monti

Il Liceo Dipartimentale del Rubicone aprirà effettivamente i battenti a Faenza solo nel 1803. Primo preside Giovanni Fagnoli: lo stesso a cui fino a poco tempo fa era intestata una strada in centro; ora via Battaglia. Fra gli insegnanti spicca il nome del grande umanista Dionigi Strocchi. Con la fortuna di Napoleone si doveva oscurare anche quella del nostro Liceo, che, nel 1815, fu chiuso.

Merita un cenno la normativa dell'epoca sulla divisa degli insegnanti: "I Professori di tutti i Licei Dipartimentali porteranno sempre nell'esercizio delle loro funzioni una toga di stamigna nera e sulla spalla diritta un batolo di stamigna di colore violetto fregiato da una striscia di velluto nero. Il Provveditore (preside) di ciascun Liceo avrà il batolo rosso collo stesso fregiamento in velluto bianco. I Professori ed il Provveditore avranno un berrettino quadrato sormontato da una nappa di seta del colore del loro batolo". (1811)

Per la storia del Liceo napoleonico, vedi Giuseppe Dalmonte, Istituzioni scolastiche e culturali faentine dell’età napoleonica: il Liceo dipartimentale e le altre scuole del distretto di Faenza. Estratto da Studi e ricerche del Liceo Torricelli, 2006.
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Pagella dell'alunno Giuseppe Marcucci. Anno 1815.

Il Ginnasio comunitativo

Le prime notizie di istituzioni scolastiche comunali a Faenza risalgono al 1410. Il termine gymnasium appare per la prima volta in un documento del 1573

Si ha notizia di lavori per la costruzione del Nuovo Ginnasio nel 1824. Il Ginnasio, detto dapprima "comunitativo", poi "comunale" dipendeva dal comune di Faenza. Si sono conservati i registri a partire dal 1837.

Nel 1860, il Ginnasio, secondo quanto le autorità comunali riferiscono al nuovo governo sabaudo, consisteva in due scuole Normali dove si insegnava a leggere e scrivere, due Elementari, corsi di Grammatica Elementare Superiore ed Inferiore, di Rettorica ed Eloquenza, di Filosofia, di Matematica, di Legge e di Dottrina Cristiana. Ma negli anni '40 e '50 si erano tenuti anche altri corsi: Architettura, Fisica Sperimentale, Disegno e Incisione

1887: Il ginnasio da municipale diventa regio e viene annesso al Liceo. Il personale del Ginnasio passa alle dipendenze dello Stato.
Da allora, il Torricelli comprenderà un corso ginnasiale di cinque anni, più uno liceale di tre. Solo nel 1940 il triennio inferiore ginnasiale si trasformerà in Scuola Media staccandosi dal Liceo.

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Elenco del premiati del ginnasio comunale. 1827 (foto inviata da Paolo Costa)

Il Regio Liceo dalla fondazione alla fine del secolo

Il 27 agosto del 1860, il ministro della Pubblica Istruzione del Regno di Sardegna comunica al sindaco di avere deliberato l'istituzione di un Liceo a Faenza. L'iniziativa rientra in un piano di riordino dell'istruzione pubblica nei territori che lo stato sabaudo aveva acquisito l'anno precedente. La scelta di Faenza anziché di Ravenna quale sede dell'unico liceo della provincia vuole da un lato evitare di attribuire al capoluogo tutti i privilegi, dall'altro costituisce un omaggio all'antico Liceo Dipartimentale ed alla tradizioni culturali che Faenza poteva vantare in campo umanistico ed artistico. Il 13 ottobre, viene nominato preside il faentino Giovanni Ghinassi, un umanista autore di diverse pubblicazioni, conoscente e corrispondente di Carducci.

Il 20 novembre 1860 iniziano le lezioni con solo due insegnanti presenti. Gli studenti sono 31, ma devono ancora superare gli esami di ammissione. Il 22 novembre iniziano i primi esami di ammissione. I candidati si sono ridotti a 21. Di questi solo uno è giudicato idoneo più un altro "con la grazia di pochi gradi". Furono poi eccezionalmente ammessi altri nove studenti. Ma alla fine dell'anno scolastico gli undici studenti di prima si erano ridotti a sette. Ad essi ne va aggiunto un altro, proveniente dal liceo di Bologna, ammesso direttamente in seconda: sarebbe stato il primo diplomato del liceo.

Nel 1861, il liceo viene trasferito nel Palazzo Ginnasi, per lasciare il posto ad un reggimento di cavalleria. Il trasferimento viene a lungo contrastato dal preside Ghinassi, ma gli studenti sono troppo pochi per un ambiente così grande.

Nel 1865 il Regio Liceo di Faenza assume la denominazione di Regio Liceo Torricelli. Con lo stesso decreto viene istituita la festa letteraria annuale, che fino al 1874 costituirà un momento importante della vita del liceo. Ogni anno si sceglieva di celebrare un illustre scrittore italiano del passato; in suo onore alcuni alunni leggevano un loro componimento alla presenza delle maggiori autorità cittadine. I componimenti potevano essere in prosa o in versi, in italiano, in latino, o in greco. Furono celebrati Alfieri (1866), Foscolo (1868), Galilei (1870), Botta (1873). La nota a piè di pagina nel programma delle celebrazioni in onore dello storico Carlo Botta (1873) ("saranno letti dagli alunni soltanto alcuni componimenti per non allungare di troppo la durata dell'Accademia") sembra prevenire saggiamente i timori dell'uditorio.

Ottobre 1873: dopo dodici anni di esilio, il liceo torna alla sua sede dell'ex convento dei Gesuiti. Il ministro Bonghi, scrivendo al preside Botero, prende atto che la nuova sede "è quanto mai possa dirsi comoda e decorosa".
Per l'occasione, l'edificio era stato risistemato: tra l'altro era stato riaperto l'ingresso di via S.Maria dell'Angelo (prima si entrava da via Zanelli) ed era stato stati rifatti diversi pavimenti (che sono da allora rimasti invariati). Il Ginnasio si sistema al pianterreno, il Liceo al primo piano. Al primo piano verrà inaugurato, due anni più tardi il monumento a Giovanni Ghinassi, primo preside della scuola, deceduto nel 1870.

Pur potendo contare su insegnanti prestigiosi come Torquato Gargani e Isidoro del Lungo, i primissimi anni di vita del liceo sono molto stentati. L'elenco degli alunni nel 1867-68 comprende undici alunni: quattro in prima (fra cui un uditore), quattro in seconda e tre in terza. Durante l'anno, il numero si assottigliò ulteriormente. Dei tre alunni di terza, ne rimase uno solo, definito nella relazione del preside "elemento di scarso ingegno e di debole volontà". In questi anni, il Liceo rischiò seriamente di essere soppresso.
Il numero di studenti superò per la prima volta la ventina nel 1872, la trentina nel 1879. Furono 61 (è il record prima dell'annessione del Ginnasio) gli iscritti del 1882, ma scesero a 41 l'anno successivo, probabilmente anche a seguito dei gravi incidenti che culminarono col lancio di sassi contro il preside Del Seppia e la conseguente espulsione di tre responsabili.

E' di questi anni una vicenda tragica: il suicidio del preside Ferrando (1884).

Nel marzo del 1887, il Liceo subisce l'ispezione di Giosue Carducci. Dell'ispezione Carducci fa cenno in una lettera a Severino Ferrari; non è rimasta traccia invece della relazione che inviò al Ministero.
Negli stessi, giorni, visita il Torricelli anche l'illustre latinista Giovanni Battista Gandino, che lascia alla scuola alcune indicazioni didattiche.

Dal 1887-88, il ginnasio comunale diventa regio ed annesso al Liceo. Il personale del ginnasio passa alle dipendenze dello Stato.
Da allora, il Torricelli comprenderà un corso ginnasiale di cinque anni, più uno liceale di tre. Solo nel 1940 il triennio inferiore ginnasiale si trasformerà in Scuola Media staccandosi dal liceo.

Numerosi gli insegnanti illustri degli ultimi anni del secolo: Giuseppe Cesare Abba, Severino Ferrari, Gaetano Salvemini. Riferimenti al liceo di Faenza si trovano nell'epistolario di Giosue Carducci e di Giovanni Pascoli.

La prima gita scolastica della storia del Torricelli si svolse il 2 aprile 1898 ed ebbe come meta Firenze. Accompagnatori i professori Pietro Tassis e Gaetano Salvemini. Parteciparono 12 alunni delle tre classi liceali. I genitori avevano firmato una dichiarazione con cui acconsentivano che i loro figli godessero "di assoluta libertà" durante le ore libere dalla visita ai monumenti.

Manifesto del 18 luglio 1862: "si dia inizio agli esami, sì di promozione come di licenza"(cliccare per ingrandire)

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Il decreto (4 marzo 1862) che fissa la
denominazione dei Regi Licei.

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Monumento a Giovanni Ghinassi,
primo preside del Liceo.

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Dall'inizio del secolo alla II Guerra Mondiale

Dal 1890 il numero degli iscritti si assesta permanentemente oltre il centinaio. Si raggiungeranno i 200 alunni per la prima volta nel 1916, i 300 nel 1937. Il numero di 329 allievi, raggiunto nel 1939, rimarrà il massimo storico per cinquant'anni. Dal 1940 le iscrizioni decresceranno in seguito al distacco del triennio inferiore della scuola media. La sezione B viene costituita per la prima volta nel 1918-19.

Notevoli i cambiamenti all'inizio del secolo. Sono gli anni dei primi scioperi e dei primi giornalini studenteschi. Acquista una certa consistenza la presenza femminile fra gli alunni. Sono anche gli anni del preside Del Seppia e dell'alunno Campana.

A partire dalla I guerra mondiale nella vita della scuola si avvertono sempre più i riflessi dei mutamenti nella vita nazionale (vedi l'apposita sezione). Agli alunni caduti in guerra viene dedicata una lapide votiva. Echi dei disordini di questi anni sono frequenti nella corrispondenza riservata.

Grande impulso alle attività della scuola viene in questo periodo dal preside Socrate Topi (1926-1939). Per suo interessamento, il locali della scuola vengono radicalmente rinnovati: ristrutturazione delle aule del primo e del secondo piano, servizi igienici, termosifone, arredo dello scalone e del corridoio che viene abbellito di opere d'arte. Il cortile viene sistemato ed accoglie un viridarium. Viene costruito un elegante auditorium decorato e affrescato dal pittore Roberto Sella.

Quale fossero le condizioni igieniche delle aule prima delle ristrutturazioni del 1929-30 si può dedurre dalle lettere dei genitori e del preside stesso.
Già il 19 aprile 1893, il preside Marcarino scriveva al sindaco: "il fetore che in questi giorni è mosso dalle latrine del liceo è tale ch'io temo possa essere di danno alla salute dei professori e degli alunni. Adempio perciò il dovere di darne avviso alla S.V., nella certezza che, riconosciuto l'inconveniente, vorrà provvedere tosto a toglierlo di mezzo". La certezza del preside era mal fondata. Negli anni successivi, si moltiplicano le lagnanze per questo motivo, ma l'unico intervento del sindaco è una lettera del 1908 in cui "la causa delle moleste e nocive esalazioni che emanano dai cessi di codesto Istituto" è identificata nella negligenza del bidello che non li tiene abbastanza puliti.
Il 6 luglio 1921 il sindaco comunica che la Giunta Municipale "ha già dato disposizione per la preparazione di un progetto per mettere a acqua i cessi attuali".
Ma il progetto non viene attuato: il 21 agosto 1928, Topi scrive al podestà "Nessuna scuola io credo vi sia come il Torricelli ove lo sconcio di latrine quasi secolari minaccia entro le aule la salute dei bambini". Le aule del pianterreno avevano ciascuna il suo "cesso" che consisteva in uno spazio in muratura ritagliato all'interno dell'aula stesso, privo di acqua corrente.

Inaugurato nel 1930, l'auditorium è sede di una serie di iniziative che ne fanno il fulcro della vita culturale faentina: concerti, proiezioni, cicli di conferenze con oratori di notevole prestigio. Sono state contate 172 manifestazioni in nove anni. Nel 1988 l'auditorium fu chiuso per restauri; è stato riaperto il 20 dicembre 1997.

Nel 1943 si costituisce a Lugo la sezione staccata del Liceo Torricelli. Essa in seguito otterrà l'autonomia e diventerà il Liceo Classico Trisi-Graziani.

Per le vicende connesse alla seconda guerra mondiale, vedi le notizie nella pagina su "Storie del Torricelli e storia nazionale"

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Socrate Topi,
preside dal 1926 al 1939

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  Particolare della decorazione dell'Auditorium

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Tessera di "patronus" dell'Auditorium, 1934. Il "mobilium lignorum ludus" è lo spettacolo delle marionette, di cui Topi era appassionato.

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Programma delle celebrazioni carducciane all'Auditorium (1935)

Dalla II Guerra Mondiale ai giorni nostri

Le vicende della seconda guerra mondiale segnarono profondamente anche la nostra scuola. Risultarono deceduti quattro alunni (oltre a numerosi ex alunni). L'edificio, gravemente danneggiato da una granata caduta nel cortile, fu restaurato fra il 1945 ed il 1951.

Al restauro degli affreschi dell'Auditorium attese nel 1946 lo stesso autore Roberto Sella. L'Auditorium torna ad essere sede di un'intensa attività, soprattutto di conferenze e di audizioni musicali sotto le presidenze Ragazzini e Bertoni.

Durante la lunga presidenza Ragazzini (1939-1958), gli anni cruciali sono quelli della ricostruzione. Viene nominato Provveditore agli studi della provincia di Ravenna l'insegnante di latino e greco del Torricelli, prof.Giuseppe Bertoni (1944-1947). L'anno 1945-46 fu caratterizzato dalle agitazioni degli alunni che, non avendo potuto seguire regolarmente le lezioni, chiedevano un alleggerimento del programma di esame. Ma il nuovo provveditore fu inflessibile.

Dal 1952-53, riprende la pubblicazione degli Annuari, di cui erano usciti due soli numeri negli anni '20. Gli annuari contengono notizie sulla vita della scuola, sugli ex alunni, oltre ad articoli su vari argomenti, spesso legati alla storia del Liceo.

Nel 1954-55 la sezione staccata di Lugo (sorta nel 1943) diventa autonoma fondendosi col locale Ginnasio.

Con il pensionamento del preside Ragazzini (1958), gli subentra Giuseppe Bertoni che, dopo tre anni di reggenza del provveditorato, aveva rinunciato ad una facile carriera per tornare ad insegnare latino e greco nel liceo. Rimarrà preside fino al 1975. Nella memoria di generazioni di studenti il nome del liceo di Faenza è indissolubilmente legato a quello del preside Bertoni. E' scomparso nel 1993.

Nel 1961 il Torricelli celebra solennemente il centenario con una serie di iniziative fra cui una mostra ed una solenne cerimonia nel Teatro Comunale. Due anni dopo viene pubblicato il volume "Il liceo Torricelli nel primo centenario della sua fondazione", di oltre 500 pagine, frutto quasi esclusivamente del lavoro del preside.

Negli anni '60 agli Annuari si sostituiscono i "Quaderni delle prolusioni" che annualmente riportano dotte conferenze tenute durante la cerimonia di inaugurazione della scuola, nonché notizie di vita scolastica.

Il numero degli iscritti al Torricelli registra un calo dopo il pensionamento del preside Bertoni, a cavallo fra gli anni '70 ed '80. Dal 1982 inizia la ripresa, grazie all'apertura di un corso linguistico sperimentale. Il Torricelli si espande occupando anche il terzo piano del Palazzo degli Studi.

Nel 1985 viene inaugurato il laboratorio linguistico. Nel 1990 viene inaugurata l'aula di informatica. Viene però chiuso per restauri nel 1988 l'Auditorium. E' stato riaperto nel 1998.

Nel 1995, al corso classico ed a quello linguistico, si affianca quello socio-psico-pedagogico.

Nel 1996, il liceo scientifico "Severi" diventa sede aggiunta del Torricelli.

Nel 1997, la scuola apre un sito Internet. E' questo.

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Giuseppe Bertoni, preside dal 1958 al 1975

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30 aprile 1961
Celebrazione del centenario del Liceo Torricelli al teatro Masini.
Parla il preside Bertoni

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Materiale esposto nella mostra per il centenario del liceo

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21 marzo 1968
Un momento di vita scolastica: lettura animata dei Persiani di Eschilo. In piedi a destra è l'on. Gabriele Albonetti, già presidente della provincia di Ravenna

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Giugno 1964:
Gli insegnanti del liceo al parco di Brisighella In piedi: proff. Nediani, Fabbri, Prelati, Lenzini. Seduti: Il preside Bertoni, Ancarani, Terzi, Tampieri

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