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Faenza, 16. 01. 2002 Gli studenti del liceo “E.
Torricelli” di Faenza esprimono con questo documento il loro dissenso su
alcuni punti presenti nel testo della commissiono Bertagna e suggeriscono
proposte alternative per costruire una scuola più a misura di studente
che abbia lo scopo di educare e
non di vendere un prodotto. 1-
Ci sembra più opportuno investire i fondi statali nel miglioramento della
scuola pubblica, che è un servizio per l’intera comunità, piuttosto
che elargire ulteriori fondi alle scuole private che hanno già propri
finanziamenti. 2-
Riteniamo indispensabile avere docenti fissi nominati fin dal primo giorno
di scuola in modo da iniziare regolarmente lo svolgimento delle lezioni e
non avere interruzioni durante i primi mesi dell’anno scolastico tali da
provocare disagi e ritardi nel programma 3-
Per quanto riguarda i cicli scolastici, non troviamo necessità di
stravolgere il modello attuale (5+3+5). Nonostante ciò vorremmo appuntare
alcune proposte di modifica: ·
vogliamo
sottolineare l’importanza pedagogica che assume l’ultimo anno di
scuola materna come mezzo per far relazionare fin dall’infanzia il
bambino con altri suoi coetanei. Per questo motivo ci sembra opportuna
l’obbligatorietà di quest’anno; ·
per quel che
riguarda la scuola elementare pensiamo sia indispensabile mantenere un
corso a tempo pieno interamente gratuito, a carico dell’ente statale; ·
nel terzo anno di
scuola media inferiore dovrebbe essere effettuato in tutte le scuole un
servizio di orientamento capillare verso la scuola superiore, rivolto al
singolo, per chiarire le idee e facilitare la scelta dello studente; ·
proponiamo che il
programma del biennio di tutti gli indirizzi di scuola media superiore sia
simile nei tratti di cultura generale in modo da facilitare il passaggio
tra un corso di studi e l’altro. 4-
Ci piacerebbe avere una scuola
media superiore in cui lo studente possa maggiormente autogestirsi
soprattutto per quanto riguarda la scelta delle materie. Ciò potrebbe
significare suddividere un monte ore di lezioni obbligatorie tra materie
di cultura generale e specifiche dell’indirizzo che si frequenta e una
serie di materie facoltative a discrezione e preferenza dell’alunno. In
questo modo materie secondarie rispetto al corso che si frequenta
verrebbero affiancate da corsi quali teatro, cinema, lingue straniere,
musica, informatica, attualità, storia contemporanea, disegno artistico,
ecc. scelti e proposti dagli studenti. Avremmo così un monte ore
settimanale fisso, gestito principalmente dalla scuola e in piccola parte
anche dallo studente stesso, che sarebbe secondo noi maggiormente
stimolato poiché svilupperebbe i propri interessi. La
gestione di tempi e spazi sarebbe organizzata dal Consiglio d’istituto
di ogni scuola. In
ultimo secondo noi occorre una revisione dei corsi Brocca in quanto
riteniamo la distribuzione delle materie squilibrata e non omogenea. 5-
Riteniamo necessario ripristinare una commissione d’esame composta da un
50% di docenti esterni e un 50% interni con presidente di commissione
esterno al fine di ottenere un giudizio più obbiettivo nella valutazione
dello studente e una possibilità di confronto tra le altre scuole. Con
una commissione unicamente interna l’esame risulterebbe un'inutile ed
ulteriore valutazione poiché i docenti esaminatori sarebbero gli stessi
che hanno già sviluppato un giudizio cosciente sui loro studenti,
formalizzato nello scrutinio finale. Inoltre
non ci sembra opportuno ridurre l’importanza educativa della scuola ad
un discorso puramente economico, speculando sulla commissione d’esame. La riforma scolastica è un
punto molto delicato nella gestione dello Stato. Soddisfare proposte e
richieste e mettere d’accordo pareri spesso discordanti è sicuramente
molto faticoso, ma è necessario perché un’istituzione importante come
questa rispecchi una società matura e cosciente. Affinché questo sia
reso possibile ci sembra necessario coinvolgere tutte le componenti della
scuola -docenti e studenti compresi-, poiché sono loro i diretti
interessati e vorrebbero essere considerati parte attiva nel cambiamento. Gli studenti del liceo “E.
Torricelli” di Faenza |